Ansia e panico

di Pietro Spagnulo

I termini ansia e panico sono talmente diffusi e sovrautilizzati da aver perso il loro valore esplicativo.Mi metti ansia, Sono nel panico più totale, Sono in ansia alla sola idea di parlargli sono solo alcune tra le espressioni che si ascoltano quotidianamente in comuni conversazioni e dimostrano come il loro valore semantico sia quanto meno vago.Ebbene non c'è nulla di male a utilizzare i termini ansia e panico in questo modo. La lingua è come un organismo vivo che serve per socializzare e scambiare idee e informazioni tra le persone. Tuttavia, l'uso comune di quei termini può diventare un limite quando si tratti di valutare una condizione psicopatologica: quando l'ansia e il panico sono sintomi di un disagio bisogna intendersi meglio sul loro significato.

Ansia

Da un punto di vista psicopatologico, l'ansia è uno stato mentale e fisico di disagio caratterizzato da pensieri di allarme più o meno definiti, e da sensazioni fisiche di tensione, come ad esempio pressione toracica, palpitazioni, respiro corto, nodo alla gola, in assenza di un pericolo imminente.Dunque, è il contrasto tra uno stato di allarme e l'assenza di pericoli reali ciò che caratterizza uno stato di ansia psicopatologico.Chi si trova in questo stato riconosce di vivere un disagio che è incongruo, o palesemente esagerato rispetto alla realtà.

Panico o attacco di panico

È uno stato di ansia molto intenso caratterizzato da pensieri catastrofici (paura di morire, sensazione di irrealtà, paura di perdere il controllo o di impazzire) e da marcati sintomi fisici come tachicardia, tremori, sensazione di mancanza di aria, impulso a fuggire dalla situazione in cui ci si trova.Gli attacchi di panico possono essere associati a una condizione agorafobica (paura di spazi aperti o di allontanarsi da posti considerati sicuri) oppure no.Si parla pertanto di panico con agorafobia e senza agorafobia.Anche qui mancano elementi di reale pericolo, e la persona che ne soffre se ne rende conto. Anzi, è proprio l'assenza di pericoli reali a rendere gli attacchi di panico ancora più spaventosi perché chi ne soffre non riesce a spiegarli in alcun modo.

Disturbi di ansia e panico

Di per sé, ansia e panico, così come li ho descritti non rappresentano dei disturbi, ma sono solo sintomi di disturbi di vario tipo.Il più comune è il Disturbo d'ansia generalizzata caratterizzato dalla presenza piuttosto frequente di stati di ansia come quelli descritti.Un'attenzione particolare merita il Disturbo di panico caratterizzato da episodi di Attacchi di panico (con o senza agorafobia) e da un marcato cambiamento nello stile di vita in cui si evidenzia l'evitamento di taluni posti e situazioni in cui la persona teme di avere un nuovo attacco di panico.È importante notare che la diagnosi di Disturbo di panico richiede non solo che vi siano o vi siano stati episodi di panico, ma anche il permanere di una intensa paura di avere nuovi attacchi con la conseguenza di limitare il proprio spazio vitale e la propria libertà di movimento o di azione.  

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Qualsiasi sia la causa originaria, chi soffre di Disturbo di Panico finisce per essere vittima di una caratteristica trappola mentale in cui la paura di avere attacchi di panico e l'ansia anticipatoria non fanno altro che alimentare il problema creando ansia alla sola idea di avere ansia.